27 novembre 2007

Ron Paul: per chi non vede la luna


Uno pensa che certi discorsi si possano sentire solo da Vespa o da Floris, dalle faccine dei nostri rappresentanti impettiti. Invece no, sorprendentemente forum e blog pullulano alla stessa maniera di fesserie senza fondamenta. E' un fatto prettamente italiano, tendiamo a ricondurre tutto nelle categorie dell'ombellico di casa nostra, con risultati notevoli. Così, spesso leggo discussioni italiane sul nostro amato Ron Paul, e purtroppo l'idea frequente è che si tratti di un Beppe Grillo yankee, un agitatore bizzarro che gioca sul malcontento popolare; per i pù smart, Paul è il solito abile figurante pacifista nella corsa per la Casa Bianca, sempre previsto nella commedia presidenziale per non far annoiare troppo il pubblico americano. E allora poi senti quelli di sinistra che "si, Paul è pacifista ma è anti-abortista e contro i trattati internazionali", e quelli di destra di contro "Si, è un repubblicano conservatore ma è anti-americano e vagamente complottista" e via discorrendo.

Cercando di esser chiari e concisi:

1) Ron Paul è anti-abortista, per fede religiosa: ma Ron Paul, come Jefferson, è convinto che "le opinioni degli uomini non sono materia del governo civile" e cioè che sia illiberale e anticostituzionale legiferare sull'etica personale e le convinzioni religiose. Libera scelta e responsabilità agli individui. Lo stato rimane fuori. Punto.
La differenza che spesso non si nota tra noi e l'America è come la religiosità sia connaturata all'esperienza politica statunitense: l'America è nata con lo scopo di difendere la libertà, in primis quella di culto. Ci si dimentica che i pellegrini del Mayflower erano appunto tali, e cercavano una terra dover poter credere nel loro dio senza essere perseguitati dal potere costituito. Lo stato italiano nacque con la Breccia di Porta Pia: questa è la differenza. Appiccicare i discorsi stile Peppone-Don Camillo della politica italiana agli Usa è da spettatori di Matrix o giornalisti di quotidiani italiani, non da persone informate sui fatti.

2) Ron Paul non crede nella delega parlamentare nè nel diritto sovranazionale, crede nella autodeterminazione. I trattati internazionali sono limitazioni alla autodeterminazione dei popoli. Questo non vuol dire che Ron Paul sia protezionista, vuol dire solo che per lui le tariffe, i sussidi, i balzelli, i dazi e le quote siano da eliminare non perchè il WTO ha detto di farlo ma perchè sono uno dei tanti modi dello stato di depredare i contribuenti, e perchè Ricardo e Hume ci hanno spiegato che dal libero commercio si trae un beneficio netto e perchè la libertà individuale è anche libertà di commercio.

3) Ron Paul è l'unico autentico americano in corsa per le presidenziali. L'America moderna ha ripudiato i Padri Fondatori nel momento in cui ha deciso di allargare le competenze dello stato centrale, finanziando la spesa con emissione di moneta dal nulla, creando un circolo vizioso che utilizza la spesa (in special modo quella militare) per aumentare il controllo sui privati. La guerra è lo strumento più potente di cui lo stato dispone per addomesticare il popolo: con la guerra si vincono le elezioni, si sostiene la domanda interna, si sacrifica la libertà con la sicurezza. In più, la dottrina Bush teorizza un ingerenza negli affari di paesi sovrani che è in assoluto contrasto con il principio liberale dell'autodeterminazione dei popoli. Per questo far tornare a casa le truppe americane in giro per il globo è doveroso.

Da qui si giunge al cuore della campagna di Ron Paul che è anche il cuore del sistema americano: la Moneta. Ron Paul si è formato sulla teoria economica austriaca, sa che il centro propulsore del meccanismo perfetto e perverso stato-debito-guerra è la Banca Centrale, il grand commis che finanzia il tutto creando soldi dal nulla, distruggendo la ricchezza reale degli americani, alterando i cicli economici e facendo saltare il meccanismo dei prezzi, che come Mises ha spiegato è il perno di un sistema capitalista. Questa è la Rivoluzione di Ron Paul, e su questo punto essenziale bisognerà tornare più volte nei prossimi post (almeno, ci si proverà).

Ron Paul mira al cuore dell'impero statunitense in agonia; i potenti d'America lo sanno e per questo lo disegnano come un Howard Dean qualunque, per evitare che il ginecologo libertario sveli agli americani il trucco dietro la magia. Non caschiamoci anche noi.

19 commenti:

Corto Maltese ha detto...

Grande post!e chi sa che da queste pagine non nasca qualcosa di nuovo persino per l'Italia...se Ron Paul vorrebbe "restore the Republic"...noi abbiamo davvero una rivoluzione da fare.

Sgembo ha detto...

Davvero grande Gero, complimenti!

fabristol ha detto...

Presumo che questo post sia stato fatto in risposta ai miei commenti postati su Sgembo.
Prendo atto solo ora di essere "uno spettatore di matrix" anche se non ho mai visto matrix.

InVisigoth ha detto...

Grande post, mi accodo anche io ai complimenti.

Aggiungo che forse, la difficoltà degli italiani nell'inquadrare Ron Paul (ma anche i libertarian americani in genere) stia nel fatto che (magari senza volerlo) sono troppo abituati a schematizzare in termini di appartenenza di qualcosa/qualcuno al centrodestra o al centrosinistra. Paul sfugge a questa categoria, e dunque si fa un po' fatica ad inquadrarlo.

Il dire "io sono contro l'aborto, ma lo Stato Federale non deve legiferare nè incentivandolo nè disincentivandolo" non rientra nella logica dello schema bifronte italico, e dunque può lasciare perplessi. Idem per le staminali, cui la posizione dei Libertarian americani è magistrale. Il Governo Federale non deve poter legiferare nè a favore nè contro la ricerca sulle staminali. Le aziende che però vogliono effettuare queste ricerche devono trovare fondi esclusivamente nel privato, perché i fondi statali deriverebbero anche da tasse provenienti da cittadini contrari alla ricerca, e non è giusto che forzatamente siano costretti a contribuire a qualcosa cui sono contrari.

Sulla libertà religiosa, cito l'esponente del Libertarian Party Wayne Root: "Rigida separazione fra Stato e Chiesa, ma la rimozione coatta dei simboli religiosi nelle scuole e il divieto di preghiera all'interno delle stesse è una violazione della libertà religiosa, non una sua esplicazione".
Anche qui, una posizione nè laicista integralista nè teocon, ma che va oltre questa separazione.

Nè destra nè sinistra. Semplicemente libertarian.

Gerontion ha detto...

non mi fate arrossire và!fabristol non ho letto i tuoi commenti su sgembo, lo andrò a fare... t garantisco ke in giro per la rete si trova un sacco di gente ke di ron paul non sa un'acca, ma nn ce l'ho con te... a me matrix è anke capitato d vederlo...

Corto Maltese ha detto...

Grazie per le informazioni Invisigoth!

fabristol ha detto...

Per Gerontion
No perché nei commenti su Sgembo ho portato avanti esattamente le stesse obiezioni.
Ora che però ho letto il tuo post sono più rilassato e più propenso verso Paul.
Dalle infomrazioni che ho avuto (Wiki inglese) avevo forse travisato o non capito completamente il suo pensiero.
Per quanto riguarda le differenze tra europa e america so bene che c'è un oceano (appunto!!) che ci distanzia. Ed è difficile fare paragoni o similitudini.

Anonimo ha detto...

"In più, la dottrina Bush teorizza un ingerenza negli affari di paesi sovrani che è in assoluto contrasto con il principio liberale dell'autodeterminazione dei popoli."

Parlare di auto-determinazione dei popoli quando uno stato straniero massacra il proprio non ha alcun senso. Il birmano ha il diritto di essere massacrato dal proprio stato?

Il fatto è che il principio westfaliano di sovranità dello stato nei propri affari interni (altro che autodeterminazione dei popoli) non ha nulla a che fare col liberalismo.

Io sono d'accordo col ritiro delle truppe americane da pressochè ovunque, ma prima o poi bisognerà riconoscere l'innegabile fatto che è stato il non-isolazionismo di Roosevelt a salvare l'Europa dai tedeschi e non certo i principi della Dottrina di Washington.

Gli affari internazionali sono una cosa complicata e su cui Ron Paul, da archetipico libertario, non ha mai riflettuto. Ciò non toglie che anche in questo campo non potrebbe far peggio di Bush sr.

Ma l'autodeterminazione dei popoli, quella no, non c'entra proprio nulla! Dire che uno stato ha il diritto di massacrare i propri cittadini è la negazione stessa del libertarismo, perchè implica la sovranità assoluta dello stato e la totale inesistenza dei diritti dei cittadini.

Che poi un tale argomento venga usato per difendere una politica estera più credibile di quella di Bush, un buon fine non giustifica un pessimo mezzo.

LF
2909.splinder.com

PS Sono entrato anch'io in ib5rp!

qui

Gerontion ha detto...

in effetti mi pare che la teoria libertaria non affronta il problmema dei rapporti con l'estero, neanche in economia. il post era volutamente secco e figurati se con quelle due righe volevo liquidare il nodo della difesa dei diritti naturali ove negati. adesso che sei dentro anche tu potremmo discuterne meglio. bene così!

Sgembo ha detto...

Benvenuto lib!

Ti ringrazio, contavo molto su di te per poter dare spessore culturale al progetto!

Credo che il libertarismo, senza una buona dose di realismo, rischi di diventare un'utopia pericolosa come tutte le altre.

Certo non credo sia possibile considerare "autodeterminazione dei popoli" le dittature.

Al limite sono le autodeterminazioni dei fascisti, dei comunisti ecc ecc. di un determinato paese.

Quindi sotto questo aspetto, l'intervento contro Hitler e Saddam non viola di certo nessun principio libertario.

Dyo ha detto...

Tutto, più o meno, condivisibile.
Mi aggiungi?

Sgembo ha detto...

ehm...già fatto :)

Benvenuta anche te!

(e cerca di convincere inyqua se ti riesce, che io le stresso l'anima invano da una settimana)

:)

Sgembo ha detto...

(magari tra donne...)

Dyo ha detto...

Ma lei è pro Giuliani...

fabristol ha detto...

Sgembo forse forse forse ma forse mi avete convinto.
vi faccio sapere stanotte ;))

p.s.
mi butto sulla politica americana visto l'italiana l'ho mandata cagare

Sgembo ha detto...

Fabri:
Bene a questo punto come minimo mi aspetto un tuo interessante post sul perché non hai aderito :)

PS.
Giassai che è la mia stessa motivazione.

dyo:
si ma in un messaggio sul mio blog la settimana scorsa aveva detto che -forse- si sarebbe aggiunta anche qui...

Yoshi ha detto...

noooo fabri nooooo, almeno tu salvati cribbio! :)

InVisigoth ha detto...

L'espressione "autodeterminazione dei popoli" forse nel contesto poteva sembrare un po' infelice, ma in realtà neanche più di tanto. Il fatto è che il "principio di autodeterminazione dei popoli" è di per sè evanescente, in quanto con esso si intende, nella comunità internazionale, che nessun popolo (ma "popolo" viene usato enfaticamente per "stato") deve essere sottoposto ad un governo straniero. L'autodeterminazione comporta il diritto dei popoli (cioè degli stati) sottoposti a dominio straniero di diventare indipendenti, di associarsi od integrarsi ad altri stati (e comunque essendo un principio nato nel secondo dopoguerra, non vale per le situazione preesistenti). Non esiste nella comunità internazionale il principio che ogni governo sulla Terra goda del consenso della maggioranza dei consociati. Può non piacere (non piace neanche a me), ma è la realtà dei fatti.
I Libertarians si chiedono per quale motivo l'esercito americano, finanziato dai contribuenti americani, debba essere usato per difendere altri popoli (altri stati). Tutto qua. Indubbiamente l'Europa ed il mondo devono molto all'ingresso degli USA nella IIWW, ma se l'Europa non ha imparato la lezione non è che può sempre sperare che arrivi il deus ex machina... Comodo, troppo comodo...

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good