7 febbraio 2008

Ron Paul su Punto Informatico

Vi segnalo questo articolo di Lorenzo Campani su Punto Informatico, dove viene discusso il rapporto tra internet e i finanziamenti dei cittadini alla politica, con un confronto giustamente impietoso tra gli Stati Uniti e l'Italia.

Ovviamente se ve lo segnalo qui è perchè si parla anche di Ron Paul ;-)

Mi sembra giusto ricordare brevemente che Ron Paul è l'unico candidato ad essersi sempre opposto a tutte leggi censorie e moralizzatrici contro la rete, sempre!

In un mondo dove la neutralità delle rete è ormai quasi un ricordo, Ron Paul non è la scelta migliore, ma l'unica scelta possibile.


Sono rimasti in tre




Anche Mitt Romney si è ritirato, o perlomeno ha annunciato di sospendere la sua campagna elettorale. Non è ancora chiaro se la sospensione sia una strategia per arrivare alla vicepresidenza utilizzando i delegati conquistati fin qui o se sia solo un modo come un altro per addolcire la sconfitta.

Comunque ora sono rimasti solo tre candidati per la nomination repubblicana: McCain, Huckabee e Paul.

6 febbraio 2008

Ron Paul cavallo scosso

Come ho scritto stamane chez moi, è mia opinione che Ron Paul deciderà a breve di correre come indipendente. Questi sono le ragioni che mi portano ad opinare in codesta direzione :P
1) Ron ha un sacco di soldi. Uno che restituisce parte dell'idennità parlamentare dovrà pure usare i soldi dei sotenitori per le elezioni.
2) Ron Paul non sopporta John McCain. A differenza di Giuliani, lo rispetta, ma non basta. Teniamo conto che le principali scaramuccie ai dibattiti sono avvenute con il veterano e proprio per quanto riguarda la guerra in Iraq, McCain -ricordo- ha detto pochi giorni fa che in Iraq gli USA dovranno rimanerci 100 anni. Aggiungo che, al contrario di Giuliani (e sulla carta di Bush) costui non è nemmeno un fiscal conservative.
3) In seno ai collaboratori di Paul si sta diffondendo la sensazione che anche la base del Gop è ormai avviato sulla strada del socialismo rampante. Il dottore potrebbe confidare su molti voti di non iscritti alle liste repubblicane.
6) I paulisti sono ai ferri corti col partito anche a causa di più episodi sospetti avvenuti nel corso delle elezioni primarie, di cui i lettori del blog sono a conoscenza.
5) Come ha già scritto Invisigoth, il Partito Libertario è nella crisi più nera. In particolare è criticata la gestione troppo personale e masochistica dell'attuale intellighenzia. Non importa se la nomina andrà a Root, Imperato o Phillies, il party of principles non si schioderà dallo 0,001% per l'ennesima volta. La base vuole liberarsi dei professorini e pigliarsi uno con carisma, e Paul è l'uomo giusto. Se poi si considera che le elezioni dei chairmen locali hanno evidenziato questo aspetto credo che ci sarà almeno un grosso tentativo di imbarcarlo (in fondo gliel'hanno già chiesto)
6) Di contro, Paul ha finora sempre rifiutato di volere correre da solo. Questo forse è spiegabile con il fatto che in pubblici dibattiti di un partito non si poteva dire altro senza cadere nella scorrettezza. Ma se il dr. No ho "tradito" l'elefante già una volta (per la guerra alle droga) davvero non si vede perché non debba farlo di nuovo. Ora.

Io non ci azzecco mai, è noto. Ma non potevo negarmi al Gobbo e magari può nascere un dibattito. Che dite? Fa bene, fa male, fa...?

Il ruggito del topo: perché Ron Paul ha vinto le elezioni




Ecco perchè Ron Paul ha vinto le elezioni: qui il post in inglese di Doug Wead, e qui l'ottima traduzione in italiano di Andrea.

5 febbraio 2008

SuperHope


Ci siamo: è il Super Tuesday e io nonostante tutto ho sensazioni positive. Sarà il mio solito abbaglio?

Chi non vuole o non può dormire lo scoprirà questa notte, piano piano, sotto voce, seguendo i liveblogging di TRN e RDM.

P.s. Anche Nullo è in liveblogging.

4 febbraio 2008

I MILITARI SOSTENGONO RON PAUL



Secondo il recente report della FEC (Federal Election Commision), il candidato alla nomination presidenziale Ron Paul ha ricevuto maggiori donazioni da militari degli altri tre candidati repubblicani messi assieme.

"Le ultime cifre parlano chiaro: le truppe supportano Ron Paul", ha detto il responsabile della campagna di Ron paul Kent Snyder. "Il Dr Paul ha lavorato per tutta la sua carriera a fianco dei veterani, ed ha molti riconoscimenti e pubblici sostegni dovuti al suo impegno in loro favore".

Una ricerca per tipo di occupazione sui dati della FEC rivela che il Dr Paul ha ricevuto 1160 donazioni da militari, quasi il triplo di John McCain e più di McCain, Romney e Huckabee messi assieme.
Il totale di 249 mila dollari che il Dr Paul da solo ha raccolto tra i militari è quasi la stessa cifra raccolta in totale dagli altri cinque candidati repubblicani e democratici rimasti (260 mila dollari).

Paul non è nuovo al sostegno del corpo militare. L'ex presidente Ronald Reagan disse una volta "Ron Paul è un sensazionale leader sul fronte di una più tenace difesa nazionale, da ufficiale dell'aviazione conosce molto bene i bisogni delle nostre forze armate e li considera sempre prioritari. Abbiamo bisogno che egli continui a lottare per il nostro paese!"


Questi sono i numeri totali delle donazioni da militari per ciascun candidato in lizza.


Ron Paul: (1160) $249k
John McCain: (438) $83k
Mike Huckabee: (126) $37k
Mitt Romney: (126) $24k
Barack Obama: (443) $76k
Hillary Clinton: (154) $41k

(Qui la notizia originale).

3 febbraio 2008

Maine, un elettore su 5 sceglie Ron Paul

Mitt Romney (per il momento) vincitore indiscusso dei caucuses repubblicani nel Maine. A metà circa dello scrutinio, risulta avere il 53% dei voti. Segue il favorito John McCain con un 21%, e sul gradino più basso del podio Ron Paul con il 19% delle preferenze. Chiude Mike Huckabee al 5%.
I democratici andranno al voto nel "Pine Tree State" il 10 febbraio.

Giovedì scorso, il coordinatore della campagna elettorale di Paul nel Maine, R. Kenneth Lindell, aveva parlato di buone prospettive per il voto nel Maine: "la campagna di Paul ha attirato un mix di giovani che per la prima volta si avvicinavano al voto, repubblicani di vecchia data con inclinazioni libertarie, o scontenti per la ultime derive del partito, ed indipendenti al fuori dei partiti".
"Se avremo un buon risultato nel Maine, potremo giocarcela ancora meglio nel SuperMartedì, e riuscire a prendere un buon numero di delegati, cosa che potrebbe fare la differenza in caso di Convention Repubblicana spaccata esattamente a metà" ha detto ancora Lindell.