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12 maggio 2010

Gary Johnson: è lui l'erede di Ron Paul?

Nel Nevada non è inusuale incontrare esponenti del partito repubblicano favorevoli alla completa legalizzazione della prostituzione (vista la semilegalità nel Silver State). Probabilmente se ne possono incontrare di più a Portorico, dove la prostituzione è già completamente legalizzata. Certo, è inusuale invece trovarne uno nel Nuovo Messico, di repubblicano che dice apertamente di pensarla così. E che repubblicano! Si tratta di Gary Johnson, ex governatore proprio della Land of Enchantment, che in un’intervista a Fox News ha dichiarato: “Personalmente, non ho mai preso in considerazione l’idea di ricorrere ai servizi offerti da una prostituta, ma se dovessi farlo, dove li cercherei? Beh, sarebbe probabilmente in Nevada perché là, essendo legale, è indubbiamente più sicuro”.

Johnson, cinquantasette anni, in passato ha espresso idee favorevoli per una legislazione che depenalizzi l’uso della marijuana, per una riduzione della presenza dello stato nella vita dei cittadini, e per una politica estera non interventista. E’ stato governatore del Nuovo Messico dal 1995 al 2003 (due mandati). Nelle scorse primarie repubblicane per le presidenziali ha espresso il suo endorsement per il candidato libertario repubblicano Ron Paul. Potrebbe correre per le primarie alle presidenziali del 2012. Sarà lui l'erede spirituale di Nonno Ron?

vedi anche InVisigoth

8 febbraio 2008

Christine Smith vince le primarie in California del Libertarian Party

Christine Smith ha vinto le primarie in California del Libertarian Party. Questo risultato, a cui i più penseranno "chi se ne frega!", è invece importante (a livello prospettico) per i simpatizzanti del candidato repubblicano alla Presidenza Ron Paul.

L'affascinante rossa del Colorado, infatti, è una delle guide del movimento pro-Ron Paul all'interno del LP, e da subito ha cercato di convincere i riottosi vertici del Party of Principle a fare un endorsement chiaro, senza se e senza ma, al dottor Paul.

In dicembre la tensione fra le correnti pauliste ed anti-pauliste (queste ultime principalmente left-libertarian) era quasi arrivata al punto di rottura, e Christine aveva minacciato la scissione all'interno del più importante terzo partito americano. La questione dell'endorsement è tutt'ora in sospeso, e rimandata alla Convention del LP, che si terrà a Denver (CO) dal 22 al 26 marzo.

Questo risultato nel più popoloso stato dell'Unione dimostra che anche la maggioranza degli iscritti al partito è spostata su posizioni pauliste.

Christine Smith ha ottenuto il 25,3% dei voti, seguito da Steve Kubby al 17% (Kubby è molto popolare in California in quanto promotore di una importante legge sulla marijuana, come spiego nel link, ed inoltre ha ricevuto l'endorsement di uno degli allora consulenti di Reagan, Joe Cobb), e da Wayne Root al 13,9%.

I candidati left-libertarian duri e puri, che avrebbero dovuto essere l'espressione del fronte anti-paulista, quello che secondo i vertici del LP era la componente maggioritaria del partito, invece sono letteralmente scomparsi dai monitor, tutti sotto al 4%.

Altra (ennesima) cantonata del direttivo. Ci sarà mai questo benedetto salto di qualità, o il Libertarian Party sarà destinato in eterno ad essere componente solo folcloristica dello scenario politico americano? Emuli di Marco Pannella negli States?

3 febbraio 2008

Maine, un elettore su 5 sceglie Ron Paul

Mitt Romney (per il momento) vincitore indiscusso dei caucuses repubblicani nel Maine. A metà circa dello scrutinio, risulta avere il 53% dei voti. Segue il favorito John McCain con un 21%, e sul gradino più basso del podio Ron Paul con il 19% delle preferenze. Chiude Mike Huckabee al 5%.
I democratici andranno al voto nel "Pine Tree State" il 10 febbraio.

Giovedì scorso, il coordinatore della campagna elettorale di Paul nel Maine, R. Kenneth Lindell, aveva parlato di buone prospettive per il voto nel Maine: "la campagna di Paul ha attirato un mix di giovani che per la prima volta si avvicinavano al voto, repubblicani di vecchia data con inclinazioni libertarie, o scontenti per la ultime derive del partito, ed indipendenti al fuori dei partiti".
"Se avremo un buon risultato nel Maine, potremo giocarcela ancora meglio nel SuperMartedì, e riuscire a prendere un buon numero di delegati, cosa che potrebbe fare la differenza in caso di Convention Repubblicana spaccata esattamente a metà" ha detto ancora Lindell.


20 novembre 2007

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