«Sono ormai vari decenni che l’oro conservato a Fort Knox non è stato sottoposto a una revisione condotta indipendentemente, o analizzato contabilmente in modo appropriato», ha dichiarato al Times di Londra Ron Paul, il deputato del Texas che ha depositato una proposta di legge a questo scopo.
Glauco Maggi su La Stampa ci informa sulla nuova iniziativa legislativa di Ron Paul, volta a stabilire se il governo americano ha ancora le riserve auree intatte. Il dubbio è che il governo federale si sia già venduto in gran segreto parte dell'oro per far fronte alla crisi o peggio per finanziare delle speculazioni sul dollaro.
*Ron Paul parla di politica estera, spese militari, guerra, pace e libertà individuale. Nel bel mezzo di una crisi economica devastante. Forse non è un caso.
"Ho alcune domande da rivolgere ai mie colleghi senatori. E se la nostra politica estera negli ultimi anni fosse stata un fallimento, che non è servito ai fini della nostra sicurezza nazionale? E se un giorno ci svegliassimo prendendo atto che la minaccia terroristica non è che una diretta conseguenza del nostro mettere il naso negli affari altrui, e che non ha nulla a che vedere col fatto di essere liberi e ricchi? E se sostenere regimi repressivi in Medio Oriente mettesse in pericolo sia gli Usa che Israele? E se occupare paesi come L'Afghanistan o l'Iraq, e bombardare il Pakistan, avesse una diretta correlazione con l'odio che nutrono verso di noi? E se un giorno ci accorgessimo che perdere più di 5000 americani nel Medio Oriente dopo l'11 Settembre non compensa equamente i 3000 americani ammazzati quel giorno, indipendentemente dal numero di Irakeni, Afgani e Pakistani uccisi o stanati? E se alla fine decidessimo che la tortura, anche se chiamata "enhanced interrogation techniques", è sempre auto-distruttiva e non fornisce alcuna informazione, e che appaltarla ad un paese del terzo mondo è allo stesso modo un male? E se alla fine capissimo che la guerra e la spesa militare sono in ogni caso distruttive per l'economia? E se tutte le spese in tempo di guerra vengono finanziate tramite il diabolico processo di inflazione e debito pubblico? E se finalmente capissimo che essere in guerra, in ogni caso, erode la nostra libertà individuale? E se i conservarori e gli avvocati del governo minimo si svegliassero dal torpore e capissero che l'interventismo della nostra politica estera è il più potente incentivo all'espansione dello Stato? E se i conservatori capissero di nuovo che l'unica logica posizione sarebbe quella di rifiutare l'interventismo militare e il mantenimento dell'impero Americano all'estero? E se gli Americani si svegliassero e capissero che le motivazioni ufficiali per andare in guerra sono sempre basate su menzogne e sostenute dalla propaganda al servizio di interessi particolari? E se la nostra Nazione capisse che il tentativo di costruire un Impero porta sempre alla distruzione di tutte le grandi Nazioni? E se Obama non avesse alcuna intenzione di lasciare l'Iraq? E se fosse stata programmata la leva obbligatoria, sulla base delle guerre future che dovremo affrontare mantenendo questo tipo di poltica estera? E se gli Americani scoprissero la verità, che cioè la nostra politica estera non ha nulla a che fare con la sicurezza nazionale, e rimane sempre uguale con l'avvicendarsi dei Presidenti? E se la guerra e i programmi di guerra non siano altro che un perpetuato ricatto al servizio di lobbies? E se il Presidente Obama fosse in completo errore circa l'Afganistan, e l'Afganistan diventasse qualcosa di peggiore dell'Iraq e del Vietnam messi assieme? E se i Cristiani promuovessero la Pace anzichè guerre preventive di aggressione? E se la diplomazia si dimostrasse in grado di proteggerci meglio delle bombe e della corruzione?
Cosa accadrebbe se le mie preoccupazioni fossero del tutto infondate? Nulla. Ma cosa accadrebbe se invece fossero giustificate e ignorate? Nulla di buono."
Allora, quando avremo toccato il fondo, il messaggio di Ron Paul, seppur in ritardo, sarà forse più chiaro a tutti…nel frattempo, meglio consolarsi sognando di poter ascoltare di persona, nel nostro paese, le parole di questo politico così singolare ed affascinante: la casa editrice Liberilibri – che ne sta traducendo il Manifesto – ed il sopraccitato Movimento Libertario, stanno organizzando in questi giorni il grande evento, la presentazione del Manifesto “ronpaulista” in terra d’Italia …chissà che non arrivi anche da queste parti una ventata di…REVOLUTION!
Vi segnalo, grazie a Viltrio, questo post di Leonardo Butini pubblicato su Termometro Politico. Il brano è interessante sia perché riesce a riassumere in poche righe il "fenomeno" Ron Paul, sia perché porta alcuni concetti base del libertarismo ad una platea di sinistra. Buona lettura!
Vi segnalo questo articolo di Marco Mairate in cui si dà ampio spazio ai dubbi di Ron Paul sulle recenti iniziative "anticrisi" dei governi di mezzo mondo:
“Credo che qualcosa bolle in pentola ma nessuno dice ancora niente. Dietro la pompa di tanti incontri e pranzi ufficiali, si sta parlando del futuro del mondo e di come internazionalizzare tutta la regolamentazione finanziaria globale, andando così nella direzione opposta del mercato libero. Sono certo che si sta parlando di una banca centrale internazionale.”