20 gennaio 2008

Spettacolare argento nel Silver State!



Nevada ovvero la parte del leone...


Cioè quella che hanno fatto Hillary Clinton e Mitt Romney, che hanno superato il 50% nei loro rispettivi partiti nei caucuses del Silver State. Fra i repubblicani buona affermazione per Ron Paul, che si piazza secondo (superando il front-runner John McCain) e strappa la Contea di Nye a Mitt Romney. Maluccio Rudy Giuliani, mentre Duncan Hunter ha deciso di abbandonare la corsa presidenziale. Fra i demos, Obama tiene il passo di Hillary (anzi, a causa della distribuzione del voto, rastrella più delegati), mentre Edwards va malissimo.


Nel dettaglio il GOP

Mitt Romney 22,629 ---
51.1%
Ron Paul 6,077 ---
13.7
John McCain 5,641 ---
12.7
Mike Huckabee 3,607---
8.1
Fred D. Thompson 3,518 ---
7.9
Rudolph W. Giuliani 1,907 ---
4.3
Duncan Hunter 890 ---
2 .0

ed i democratici

Hillary Rodham Clinton 5,353 --- 50.7%
Barack Obama 4,771 ---45.2
John Edwards 395 --- 3.7





... e South Carolina, la rivincita di McCain (update)

Fu la Carolina del Sud nel 2000 a dare un colpo mortale alle ambizioni presidenziali di John McCain. Otto anni dopo, il "Palmetto State" dà a McCain uno slancio che potrebbe essere decisivo per la sua corsa alla Casa Bianca. Corsi e ricorsi storici. Ron Paul va maluccio (damn), il risultato di Giuliani è imbarazzante. Anche la Carolina del Sud era uno degli stati "ribelli" che hanno deciso di fissare le elezioni in gennaio contro il parere del Partito Repubblicano, che per questo motivo ha deciso di dimezzare i delegati. Ciò non toglie che il valore simbolico della consultazione era alto. I democratici si contenderanno questo stato il 26 gennaio. Finora il GOP ha tenuto le consultazioni in sei stati (Iowa, Wyoming, New Hampshire, Michigan, ed i due di ieri), mentre i democratici in tre (Iowa, New Hampshire, ed appunto Nevada).

John McCain 143,224 --- 33.2%
Mike Huckabee 128,908 --- 29.9
Fred D. Thompson 67,897 --- 15.7
Mitt Romney 64,970 --- 15.1
Ron Paul 15,773 --- 3.7
Rudolph W. Giuliani 9,112 --- 2.1
Duncan Hunter 1,035 --- 0.2



19 gennaio 2008

In fremente attesa /3

Questa sera tutti a seguire il liveblogging su RDM20 e TRN relativi alle attese primarie in Nevada e South Carolina.

Mentre vi scrivo Paul è terzo in Nevada, con l'11,9% (godo).

Storie dalla R3volution

Con South Carolina e Nevada oggi le primarie repubblicane cominciano ad entrare nel vivo. Fare previsioni è impervio, in rete e sui media si trova qualsiasi cosa, la verità è che nessuno sa davvero cosa succederà da qui alla fine della campagna.

Un paio di storie da questi due stati fanno capire la potenza e la genuinità del messaggio che la R3volution sta spargendo come una pandemia, e a questo punto non resta che sperare che questi valorosi americani non siano solo isolati sognatori.

Ron Paul ha parlato all'Università di Reno, in Nevada, martedì scorso, e un gruppo di studenti ha pensato di accoglierlo trascrivendo l'intera Costituzione americana sul marciapiede esterno all'edificio, un'intera giornata, armati di gessetti, copiando 6000 parole che in realtà hanno un unico significato: LIBERTA'.
Un paio di giorni fa, invece, il Nostro è stato l'unico candidato alla nomination repubblicana ad essere invitato alla Bob Jones University della South Carolina, ateneo ultraconservatore che nel 2000 vide l'incoronazione di Bush da parte degli ambienti evangelici ed il sodalizio elettorale tra la destra neo-con e le lobbies cristiane. Seicento persone all'interno dell'edificio ed una folla imponente rimasta per forza di cose fuori, a testimonianza che almeno una parte di quell'enorme bacino elettorale costituito dalla chiese evangeliche ha voltato le spalle all'attuale dirigenza GOP e apprezza la campagna "laica" e libertaria del settantaduenne, anti-abortista, cristiano virtuoso, Paul. La nonnetta che compare nel video di sotto era presente alla Bob Jones, e le sue parole verso Ron Paul sono commoventi, fanno capire meglio di qualsiasi altra cosa ciò che è in ballo in questa tornata presidenziale.



Tra i giovanissimi come tra gli ottuagenuari, negli atenei liberal come in quelli ultra-conservatori, tra le fila delle chiese evangeliche più fanatiche come negli ambienti più radical, la speranza negli sguardi e l'apprensione nelle parole è sempre uguale, è una sorta di consapevolezza della gravità del momento e dell'opportunità irripetibile che Ron Paul rappresenta di venirne a capo con gli strumenti della responsabilità individuale e della non-violenza. Che Dio ce la mandi buona; ateo come sono, è l'unica cosa che mi sento di dire.

PS: Il nonno ha bisogno di CASH! Chi volesse contribuire direttamente alla campagna di Ron Paul contatti parenti o amici con nazionalità statunitense e li usi come intermediari per le donazioni; si può in ogni caso dare una mano all'organizzazione non-ufficiale a sostegno di Paul, e a questo link trovate tutte le istruzioni per farlo: http://www.moneybombamerica.com/.

16 gennaio 2008

Buone nuove dal Michigan

Romney 337,847 (39%)
McCain 257,521 (30%)
Huckabee 139,699 (16%)
Paul 54,434 (6%)
Thompson 32,135 (4%)
Giuliani 24,706 (3%)


Il Michigan ha scelto Romney e il GOP è nel caos. Figuraccia di Giuliani, in caduta libera rispetto ai sondaggi dei mesi scorsi nello stato di Detroit. Ron Paul raccoglie molto più del doppio dei consensi rispetto al sindaco d'America, e questa mi pare di averla già sentita... In questo caso, la campagna di Ron Paul è stata assicurata esclusivamente dai volontari locali, nonno Ron e tutto il suo staff sono concentratissimi su Nevada, South Carolina e grandi stati, da sabato si comincia davvero a fare sul serio. Il risultato non è affatto da cestinare.
Romney evita la dèbacle e rimane quello con maggiori fondi ma nè lui nè McCain nè Huckabee hanno reali chances di essere in corsa a Novembre, l'uomo da battere rimane Rudy ma se non riuscisse a rimpinguare le casse e riaggiustare i sondaggi allora sarà Bloomberg a togliere le castagne dal fuoco ai repubblicani, e a quel punto Ron Paul non potrebbe evitare una sua candidatura in autonomia e alternativa al CLINBERG.
In vista del Super Tuesday l'organizzazione intorno a Paul sta programmando i prossimi eventi di fund-raising (il primo è il 21 gennaio), si vocifera anche di una marcia a Washington il 4 luglio e in ogni caso pare di notare segnali di cambiamento di rotta nella campagna ufficiale di Paul un po' sottotono fino adesso: insomma, ora che inizia la gara vera Paul premerà di più sul versante comunicativo e organizzativo, fuc*ing bucks permettendo! Niente entusiasmi, nessuna illusione, ma di gettare la spugna non c'è alcuna motivazione, il Dr No è in rampa di lancio e dietro ha migliaia di americani (e non solo) a spingere: come ha detto lui, un capitale invidiabile, di cui nessun altro dispone.

15 gennaio 2008

In fremente attesa /2

Anche questa volta consiglio a tutti di seguire i liveblogging su The Right Nation e Rdm20, per rimanere aggiornati in tempo reale sui risultati delle primarie in Michigan.

14 gennaio 2008

I dubbi dei libertarian su Ron Paul

"Dopo tutto, noi lottiamo contro cento anni di politica statalista, di warfare-welfare, di manipolazione del dollaro da parte della Federal Reserve, di grasso e gioioso complesso militare-industriale e di costante eversione della costituzione."
Ron Paul

Ci sono molti libertarian in America che con ottime argomentazioni non solo non appoggiano, ma addirittura osteggiano Ron Paul.

(Se vuoi, puoi leggere il resto di questo lunghissimo post qui.)

12 gennaio 2008

Ricontare ricontare, come un tuffo in fondo al mare

Per tutti coloro che in questi mesi stanno supportando, chi negli USA, chi in ogni parte del mondo, la campagna presidenziale di Ronald Paul, i risultati dei caucus del New Hampshire sono stati deprimenti.

Certo, combattere contro i giganti delle lobby e delle corporazioni massmediatiche e militari con le uniche forze di un movimento spontaneo e non-violento (ma sempre più crescente, creativo, colorato e appassionato) non ci faceva pensare realisticamente al primo posto.

Certo, avere a che fare con il sistema elettorale più fallace che esista (il voto elettronico è affidato a macchine facilmente manipolabili e di proprietà di corporation non estranee ad un'influenza di parte) non ci faceva pensare realisticamente al primo posto.



Fortunatamente, l'errore - o la frode - è stata tanto smaccata da aver promosso un riconteggio nello stato del NH.

Qualche settimana per i nuovi risultati: ci sarà da fidarsi? Cosa sarà rimasto da ricontare nelle schede di memoria dei congegni elettorali? Usciranno prima del 'Super Martedì' 5 Febbraio (lo Tsunami Tuesday), quando più di 20 Stati voteranno contemporaneamente?

Non dimentichiamoci che il problema della frode elettorale negli Stati Uniti è annoso: c'è chi ha scritto dettagliati libri di giornalismo investigativo e ottimi documentari, come Greg Palast, e chi ha mostrato uno di questi libri all'Università della Florida durante un discorso di John Kerry ed è stato torturato in loco e portato in carcere, come lo studente Andrew Meyer.

Parafrasando il motivo del film di Tornatore "Una pura formalità", speriamo di trovare gioie rare nel tuffo in fondo al buco nero delle macchine Diebold e affini.